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Cosa Fare se la Lavastoviglie non Scalda

Quando la lavastoviglie non scalda, te ne accorgi quasi sempre in modo “indiretto”. Apri lo sportello a fine ciclo e non esce quel classico vapore caldo. I bicchieri sono opachi, i piatti sembrano puliti a metà, e magari l’interno è freddo come se avesse lavato solo con acqua di rubinetto. A volte l’odore è più forte del solito, perché il calore aiuta anche a ridurre residui e batteri. E allora ti viene la domanda che non vuoi farti: “È rotta?”

Non sempre. Prima di arrivare alla conclusione peggiore, conviene ragionare con metodo. Perché una lavastoviglie può “non scaldare” per motivi diversi: un programma impostato a bassa temperatura, un sensore che legge male, un problema di carico e circolazione dell’acqua, un blocco di sicurezza, oppure un guasto vero e proprio alla resistenza o alla scheda elettronica. Alcune cause le risolvi in dieci minuti. Altre richiedono assistenza. La differenza sta nel capire quali segnali osservare e quali controlli fare senza rischiare.

In questa guida ti porto passo passo, con un approccio pratico e accessibile, su cosa fare quando la lavastoviglie non scalda. Ti dico anche quando fermarti, perché con elettricità e acqua la prudenza non è un optional.

Indice

  • 1 Come capire se davvero non scalda: sintomi affidabili e falsi allarmi
  • 2 Controllare il programma e le impostazioni: la causa più comune (e più sottovalutata)
  • 3 Verificare l’acqua in ingresso e la pressione: se entra poco, scalda poco
  • 4 Circolazione dell’acqua: bracci irroratori, filtri e intasamenti
  • 5 Calcare e resistenza: quando il calore c’è, ma non arriva
  • 6 Il termostato o sensore di temperatura: se legge male, la lavastoviglie “si comporta male”
  • 7 Resistenza o pompa di riscaldamento guasta: quando il problema è davvero “non scalda”
  • 8 Scheda elettronica o relè: quando la macchina potrebbe scaldare ma non riceve il comando
  • 9 Asciugatura scarsa: non sempre è colpa del riscaldamento
  • 10 Quando fermarsi e chiamare assistenza: segnali chiari
  • 11 Conclusione: prima metodo, poi diagnosi, poi decisione

Come capire se davvero non scalda: sintomi affidabili e falsi allarmi

Prima di tutto: sei sicuro che la lavastoviglie non stia scaldando? Sembra una domanda stupida, ma ti risparmia parecchi giri. Molti programmi “Eco” e alcuni programmi automatici lavorano a temperature più basse e con tempi più lunghi. Se sei abituato al ciclo intenso e passi a un Eco, potresti percepire meno calore e pensare a un guasto. In realtà è il programma che fa il suo lavoro, solo in modo diverso.

Un altro falso allarme è il vapore. Non tutte le lavastoviglie lo rilasciano in modo evidente quando apri lo sportello. Alcune lo gestiscono meglio, altre hanno sistemi di asciugatura diversi, quindi vedere poco vapore non è una prova assoluta. Più affidabile è osservare i risultati: stoviglie che escono con grasso residuo, bicchieri non brillanti, detergente non sciolto bene, e soprattutto acqua che resta fredda anche durante un ciclo che normalmente dovrebbe scaldare.

Se vuoi un indizio pratico senza strumenti: durante un programma non Eco, dopo una ventina di minuti, appoggia la mano sullo sportello. Non deve bruciare, ma dovrebbe risultare tiepido o caldo. Se è completamente freddo per tutta la durata del ciclo e il lavaggio è mediocre, allora il sospetto “non scalda” diventa più concreto.

Controllare il programma e le impostazioni: la causa più comune (e più sottovalutata)

Sembra banale, ma spesso la soluzione è qui. Verifica che tu non stia usando un programma a bassa temperatura o un’impostazione di “risparmio energia” che limita il riscaldamento. Alcune lavastoviglie hanno opzioni come “mezzo carico”, “rapido” o “delicato” che riducono temperatura e durata. Non è un difetto, è una scelta.

Anche il tipo di detergente conta. Se usi pastiglie “tutto in uno” con cicli brevissimi o a bassa temperatura, il detergente potrebbe non sciogliersi bene e darti l’impressione che “non scalda” perché il lavaggio è scadente. In realtà è un mismatch tra detergente e programma.

Un aneddoto che torna spesso: qualcuno cambia marca di detersivo e, nello stesso periodo, passa a Eco per risparmiare. Risultato: piatti meno puliti. La colpa viene data alla lavastoviglie. Poi si torna a un programma più caldo e tutto “miracolosamente” si sistema. Non è magia: è coerenza tra ciclo e chimica del lavaggio.

Verificare l’acqua in ingresso e la pressione: se entra poco, scalda poco

Per scaldare bene, la lavastoviglie deve avere una quantità d’acqua corretta e deve riuscire a farla circolare. Se l’acqua entra a filo o con pressione bassa, la macchina può andare in protezione, allungare i tempi o non raggiungere temperature adeguate. A volte non dà nemmeno un errore evidente: semplicemente “lavora male”.

Controlla che il rubinetto dell’acqua sia completamente aperto. Lo so, suona come il primo controllo del tecnico, ma capita più spesso di quanto immagini, magari dopo lavori in cucina o dopo aver chiuso e riaperto il rubinetto per una perdita.

Poi considera il filtro del tubo di carico, quello piccolo filtro metallico vicino all’attacco. Se è pieno di calcare o sabbietta, riduce il flusso. Se vivi in una zona con acqua dura, è un classico. Un flusso ridotto non significa automaticamente “niente calore”, ma può contribuire a cicli anomali e risultati scarsi.

Circolazione dell’acqua: bracci irroratori, filtri e intasamenti

La lavastoviglie può anche scaldare, ma se non spruzza bene l’acqua calda, tu vedi un lavaggio insufficiente e pensi subito al riscaldamento. Quindi vale la pena controllare la parte “meccanica” del lavaggio.

I bracci irroratori devono girare liberi e avere i fori puliti. Se sono ostruiti da residui o calcare, l’acqua esce male. La sensazione finale è: piatti non puliti e niente calore percepito, perché l’acqua calda non arriva dove dovrebbe.

Anche i filtri sul fondo sono cruciali. Se sono pieni di grasso e residui, la pompa fa fatica, l’acqua ristagna, la temperatura non si distribuisce. Molti utenti puliscono i filtri “quando si ricordano”. E poi si stupiscono se il ciclo è inefficiente. La lavastoviglie è un sistema: se una parte è strozzata, il resto lavora peggio.

Qui entra un dettaglio quasi psicologico: quando una lavastoviglie ha filtri sporchi, spesso fa cicli più lunghi o strani, e tu inizi a sospettare guasti elettronici. In realtà la macchina sta compensando come può.

Calcare e resistenza: quando il calore c’è, ma non arriva

In molte lavastoviglie moderne la resistenza non è “a vista” come nei modelli vecchi, perché può essere integrata nella pompa di riscaldamento. In entrambi i casi, il calcare è un nemico serio: isola termicamente, rallenta lo scambio di calore e, nel tempo, stressa i componenti.

Se vivi in una zona con acqua dura e non usi sale rigenerante o non regoli correttamente il sistema anticalcare della macchina, il calcare si accumula. Il risultato può essere un riscaldamento più lento e meno efficace. A volte la lavastoviglie arriva comunque a temperatura, ma ci mette troppo e il ciclo si comporta in modo anomalo.

Non serve diventare ossessivi, ma usare sale, mantenere corretta la regolazione della durezza e fare cicli di manutenzione periodici aiuta davvero. E quando il problema è appena all’inizio, queste pratiche possono fare la differenza tra “recuperabile” e “resistenza da sostituire”.

Il termostato o sensore di temperatura: se legge male, la lavastoviglie “si comporta male”

Una lavastoviglie non scalda in modo cieco. Usa sensori per capire la temperatura dell’acqua e decidere quando accendere o spegnere il riscaldamento. Se il sensore legge male, possono succedere due cose. O la macchina pensa che l’acqua sia già calda e non riscalda abbastanza, oppure pensa che non raggiunga mai la temperatura e allunga i tempi o va in blocco.

Qui il sintomo tipico è un ciclo che dura troppo o che si interrompe con un errore, oppure un lavaggio che sembra “freddo” anche con programmi caldi. Non puoi verificare il sensore con una prova casalinga affidabile, ma puoi capire se il comportamento è coerente con un problema di lettura. Se la macchina impazzisce con i tempi o segnala errori legati a riscaldamento, il sensore è un sospettato serio insieme alla resistenza.

Resistenza o pompa di riscaldamento guasta: quando il problema è davvero “non scalda”

Arriviamo al cuore del guasto: l’elemento riscaldante. Se la resistenza è interrotta o la pompa di riscaldamento non lavora, l’acqua resta fredda. Questo è il caso in cui, anche con programmi ad alta temperatura, non vedi nessun segnale di calore e i risultati di lavaggio peggiorano nettamente, soprattutto sul grasso.

A volte la lavastoviglie va comunque avanti e finisce il ciclo, ma con acqua fredda. Altre volte si ferma e segnala un errore. Dipende dal modello e dalla logica di controllo. In questi casi, la riparazione spesso richiede intervento tecnico, perché comporta misure elettriche e accesso a componenti che non sono pensati per il fai-da-te.

Se sei tentato di smontare la lavastoviglie e “guardare la resistenza”, fermati un secondo: lavorare su un elettrodomestico collegato a rete elettrica e acqua richiede competenza, strumenti adeguati e sicurezza. Il rischio non è solo rompere qualcosa. È prendere una scossa o creare una perdita.

Scheda elettronica o relè: quando la macchina potrebbe scaldare ma non riceve il comando

Esiste anche un caso più subdolo: la resistenza è buona, ma non viene alimentata. Può dipendere da un relè sulla scheda elettronica che non chiude, da una scheda difettosa o da connessioni interne ossidate. Qui i sintomi possono essere intermittenti: un ciclo scalda, quello dopo no. Oppure la macchina sembra funzionare perfettamente su alcune modalità e male su altre.

Questo tipo di problema è quasi sempre da tecnico, perché richiede diagnosi con strumenti e spesso l’accesso alla scheda. La parte positiva è che, in molti casi, la riparazione è possibile senza cambiare l’intera lavastoviglie, ma conviene valutarla in base all’età dell’elettrodomestico e al costo della scheda.

Asciugatura scarsa: non sempre è colpa del riscaldamento

Molti associano “non scalda” a “non asciuga”. E spesso la relazione c’è, perché l’acqua calda aiuta l’evaporazione. Però alcune lavastoviglie asciugano in modo diverso, ad esempio con sistemi di condensazione, apertura automatica dello sportello a fine ciclo, o scambiatori. Se l’asciugatura è scarsa ma il lavaggio è buono e l’interno è tiepido, potresti avere un problema di asciugatura e non di riscaldamento.

Anche il brillantante influisce: senza, l’acqua non scivola via bene e restano gocce. E le gocce le interpreti come “non asciuga, quindi non scalda”. In realtà è una questione di tensione superficiale e ventilazione interna, non necessariamente di temperatura.

Quando fermarsi e chiamare assistenza: segnali chiari

Se hai verificato programma e impostazioni, pulito filtri e bracci, controllato il carico d’acqua, e la lavastoviglie continua a lavare freddo su cicli caldi, è sensato chiamare un tecnico. Lo stesso vale se compaiono errori specifici legati al riscaldamento o se i tempi di ciclo diventano irragionevoli.

Un altro segnale da non ignorare è l’odore di bruciato, o il salvavita che scatta durante il ciclo. In quel caso interrompi l’uso e fai controllare subito. Non è “un piccolo difetto”, è un potenziale rischio elettrico.

Conclusione: prima metodo, poi diagnosi, poi decisione

Quando la lavastoviglie non scalda, la strada migliore è partire dalle cause semplici e frequenti: programma sbagliato, impostazioni, detergente non adatto, filtri e bracci sporchi, flusso d’acqua ridotto, calcare. Se dopo questi controlli il problema resta, allora il sospetto si sposta su sensore di temperatura, resistenza o pompa di riscaldamento, e in alcuni casi sulla scheda elettronica. A quel punto ha senso l’assistenza, perché la diagnosi richiede strumenti e l’intervento riguarda componenti elettrici.

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